Yuval Noah Harari · Sapiens

È interessante come viene ripercorsa la storia umana fino al giorno d’oggi, mettendo in risalto i punti di rottura e di continuità che si sono succeduti nel tempo. Spesso viene anche dimostrata l’irreversibilità di certi cambiamenti e come questi ci abbiano in pratica «legato le mani», altre volte perché questi stessi cambiamenti abbiano potuto imporsi su altri.

Ho trovato molto interessante, in questo libro, il punto di vista sulle religioni, sulla loro origine, ragione di esistere e sulle loro trasformazioni. La definizione data di religione mi sembra interessante, così come è interessante vedere come si applichi a molte cose che non considereremmo normalmente religioni, come la giustizia universale, il comunismo, il capitalismo ed altre.

La parte che mi ha meno convinto del libro è quella finale, dove l’autore prova a fare predizioni ed a dare consigli per il futuro. L’ho trovata un po’ scontata, ma soprattutto paternalistica. Abbastanza antipatica, inoltre, la propaganda vegetariana, la quale tra l’altro cozza con lo stile di tutto il resto del libro, in cui l’autore ha cercato di evitare giudizi sulle cose raccontate.

In definitiva un libro che ha offerto una bella carrellata, scritta in uno stile divulgativo forse un po’ «caricato», come alcuni hanno criticato, ma che ho trovato adatto ad un prodotto che comunque vuole essere sì thought provoking (come scriverebbe Bill Gates, sul cui sito ho letto di questo libro), ma comunque accessibile ad un pubblico abbastanza ampio. Alcuni aspetti mi hanno decisamente «catturato», e sono sicuramente meritevoli di un ulteriore approfondimento futuro.

La biologia consente, la cultura proibisce. […] La cultura tende a sostenere che essa proibisce solo ciò che è innaturale. Ma da un punto di vista biologico niente è innaturale. Tutto quello che è possibile è, per definizione, anche naturale. Un comportamento realmente innaturale, cioè che vada contro le leggi di natura, semplicemente non può esistere.

[Bompiani · ebook · 544 pagine · isbn 9788858766811]

Hans Rosling et al. · Factfulness

La tesi sottesa a tutto questo libro è che «la situazione è grave, ma sta migliorando». Questa frase si può applicare a molti aspetti legati alla vita sulla terra: povertà, sovrappopolazione, istruzione, sanità, eccetera, e parlandone gli autori cercano di ottenere due obiettivi nel corso del libro:

  1. Dimostrare che, a dispetto delle notizie che ci arrivano tutti i giorni, su molte cose la situazione mondiale è migliore di quanto crediamo;
  2. Insegnare metodi di lettura dei dati e delle statistiche che ci permettano di trarre conclusioni più corrette sullo stato effettivo di una determinata cosa.

Ero partito nella lettura di questo libro un po’ scettico ed un po’ presuntuoso, ad esempio di saperne più della media sui trabocchetti delle statistiche, e se per certi versi ho avuto ragione, per altri ho avuto torto, ed alla fine il libro è stato quindi interessante ed illuminante. La lettura erronea dei dati, infatti, fa costantemente prendere decisioni sbagliate anche ai più preparati, e purtroppo le istituzioni che ci governano (e non solo loro), anche in buonafede interpretano spesso malamente i dati o li ignorano del tutto.

Uno dei casi più eclatanti affrontati da Rosling è quello della classificazione di «paese in via di sviluppo», che utilizza nientepopodimeno che l’ONU. La tesi è che questa classificazione è troppo semplicistica, fuorviante, e basata su dati obsoleti: l’economia mondiale è cambiata molto negli ultimi anni, tante persone sono nel frattempo uscite dalla povertà più profonda, e quindi gli autori propongono di sostituire questa dicitura in modi che diano un’idea più precisa delle reali condizioni di vita delle persone.

Ho trovato Factfulness molto interessante, insomma. Anche piacevole e scorrevole da leggere, seppure a tratti un po’ troppo autoreferenziale. A parte questo, comunque, il libro affronta molti temi importanti, ad esempio a proposito delle epidemie e dell’istruzione. Altri temi, invece, sono lasciati a margine o poco approfonditi. È un esempio di questi ultimi quelli riguardanti il cambiamento climatico. Si è sviluppato nel tempo un ampio dibattito intorno agli argomenti trattati o non trattati da questo libro, ed al di là di come la si pensi, bisogna dare atto a Factfulness di aver stimolato alcune importanti discussioni.

[Rizzoli · ebook · 308 pagine · isbn 9788858692905]

Truman Capote · Colazione da Tiffany

Un simpatico e breve romanzo che all’epoca, per le tematiche a cui accennerà nel seguito, ha certamente fatto la storia. Ora per lo più sopravvive, oltre che per il suddetto valore storico, per il fatto che l’interpretazione della Hepburn nel film tratto da questo romanzo sia diventata una icona pop.

Con questo non voglio intendere che sia un brutto romanzo, tutt’altro. È piacevole da leggere e coinvolgente, nonostante non succeda nulla e sia, essenzialmente, un ritratto ed una scoperta della «eroina», raccontata dal punto di vista di un vicino di casa.

Per quello che riguarda le tematiche, a cui avevo accennato all’inizio, ed anche sul perché abbia definito «eroina» il personaggio, Colazione da Tiffany è stato probabilmente una voce importante nell’autodeterminazione della donna, soprattutto per il diritto all’amore libero per il sesso femminile. Ora credo che, al di la di questa importanza storica, sia un romanzo che valga la pena essere letto se si vuole scoprire l’origine di una figura ormai mitica della cultura contemporanea.

[Garzanti · e-book · 110 pagine · isbn 9788811603719]

Paul Scharre · Army of None

Qual è lo stato dell’arte e quali sono le prospettive future delle armi cosiddette «autonome»? Questo saggio per prima cosa affronta che cosa si intenda esattamente per «arma autonoma» e che cosa le distingua, ad esempio, da un’arma «automatica». La definizione è in realtà piuttosto complessa, come si ci racconta Scharre, sfaccettata e non univocamente riconosciuta. Dopodiché l’autore ci accompagna allo studio di vari esempi di armi del passato, presente ed in (probabile) sviluppo futuro. Infine viene il momento di avventurarsi per il periglioso sentiero dei rischi e delle implicazioni etiche che gli armamenti autonomi portano con se, e dei lavori che la comunità internazionale sta portando avanti nel tentativo di definire e regolare, in qualche modo, il loro sviluppo ed impiego.

Paul Scharre è il direttore del Technology and National Security Program al Center for a New American Security e ci porta, dal suo punto di vista interno alla questione, davvero molte informazioni utili a conoscere il problema e la sua dimensione. Purtroppo l’analisi raccontataci da questo saggio porta ad un risultato, a mio parere, davvero pessimistico, nonostante le rassicurazioni dell’autore. Le premesse e la discussione di Scharre mi sono sembrate molto interessanti, mentre in paio di casi le conclusioni ed alcune argomentazioni le ho trovate non consequenziali ed in generale poco convincenti.

Rimane il fatto che la questione delle armi autonome potrebbe, ahimè, riguardare la vita (e la morte) mi milioni di persone in un futuro forse non troppo remoto, per cui ritengo utile e consiglio la lettura di un libro come Army of None.

[W. W. Norton & Company · ebook · 448 pagine · isbn 9780393608991]

Chimamanda Ngozi Adichie · Americanah

Ifemelu ed Obinze sono i due ragazzi del romanzo, raccontati in un giro che parte dalla scuola in Nigeria, passa per i tentativi di farsi una vita negli Stati Uniti o in Inghilterra, e si conclude di nuovo in Nigeria, con il ritorno a Lagos. Un giro ovviamente non privo di difficoltà ed amarezze, dal doloroso allontanamento alle problematiche dell’emigrazione da un paese africano verso il «primo mondo».

Il libro è essenzialmente una storia d’amore, che si dipana lungo tanti anni e tra tanti kilometri, ed in pratica è una storia per parlare di culture ed attualità del mondo moderno, in particolare dei processi migratori. È raccontato dall’«altra parte» rispetto a come siamo abituati, e benché il punto di osservazione sia comunque privilegiato anche all’interno dell’Africa, non per questo risulta meno interessante od incisivo.

Essenzialmente sono tre gli «shock culturali» raccontanti: dalla Nigeria agli Stati Uniti, dalla Nigeria all’Inghilterra e, in ultimo, il ritorno in Nigeria. Ho molto apprezzato quest’ultima parte, oltre all’importante denuncia delle piccole e grandi vessazioni gratuite subite dagli immigrati in «occidente». Allo stesso modo ho apprezzato la discussione sulla razza, anche questa vista da un punto di vista diverso da quello abituale. Americanah è, insomma, scritto a romanzo come scusa per parlare di queste cose, ed il risultato è piacevole oltre che interessante, anche divertente alle volte. Solo un po’ troppo lungo in 490 pagine.

[Einaudi · 490 pagine · isbn 9788806227272]

Simonetta Agnello Hornby · La Mennulara

La morte di una domestica molto intraprendente, nella Sicilia dei primi ’70, è vissuta in maniera molto complicata dalla famiglia presso cui lavorava, tanto più che la domestica, conosciuta come Mennulara, da anni amministrava il patrimonio della famiglia. Questa donna quanti soldi aveva da parte veramente? E a chi va l’eredità? Al mistero si aggiunge l’improvvisa apparizione, al suo funerale, di un capo della locale famiglia mafiosa. Quali saranno stati i legami tra di loro?

Piuttosto divertente e piacevole, il romanzo è costruito quasi interamente con le chiacchiere ed i pettegolezzi, molto ben rappresentati, che girano per l’intero paese.

[Feltrinelli · 209 pagine · isbn 9788807016196]

Kazuo Ishiguro · Il gigante sepolto

Che storia strana! L’obiettivo del libro è chiaramente quello di affrontare gli aspetti della memoria e dell’oblio, e della loro importanza nell’uomo e nella vita. Tuttavia la storia che Ishiguro ci racconta di «contorno» è davvero curiosa.

Siamo in una Inghilterra medioevale, alcuni anni dopo la morte di re Artù, in una ambientazione un po’ storica e molto di fantasia. In questo mondo una coppia di anziani decide di lasciare il proprio villaggio per andare alla ricerca del loro figlio, che non vedono da molto tempo. Nella loro ricerca accade un po’ di tutto (incontrano anche dei draghi), e nel mentre cercano di capire perché nessuno delle persone che conoscono riescano a ricordare la maggior parte del proprio passato, che è sempre come avvolto in una nebbia.

Come scrivevo sopra la storia sembra quasi un pretesto per affrontare alcuni importanti argomenti riguardanti la vita della persona, ma questo non toglie nulla al piacere della lettura di un libro ben scritto e con delle ambientazioni ben costruite. Il finale poi è una vera «bastardata», ma così birichino che non si può non riderne.

[Einaudi · 313 pagine · isbn 9788806222321]

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© Nicola Poluzzi