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Kazuo Ishiguro · Quel che resta del giorno

Faccio fatica a formulare un parere defintivo su questo libro, e questo per i pensieri contrastanti che mi sono venuti durante la lettura. Da un lato, nella prima parte del libro, mi sono anche divertito a leggerlo, poi pian piano il divertimento si è trasformato in fastidio, fino a lasciarmi, al termine, piuttosto perplesso.

Infatti se per un po’ il racconto del protagonista, maggiordomo inglese «tutto d’un pezzo» al lavoro da decenni in una importante casa nobiliare, è stato sia interessante che in qualche misura divertente per il modo in cui incarnava lo stereotipo del gentiluomo inglese, alla lunga questo stesso calco su uno stereotipo ha reso tutto quanto troppo finto, poco credibile ed ha reso difficile immedesimarsi con il protagonista.

Poi è chiaro che tutto il libro sia una allegoria: racconta di una persona così presa dal suo lavoro da risultare falsa ed anafettiva, che pian piano riesce ad avere un primo barlume di coscienza del suo vero essere e di cosa sia provare un affetto (ad Ishiguro sembrano piacere le allegorie, almeno basandomi sui soli due libri che ho letto suoi, l’altro è Il gigante sepolto che mi è piaciuto molto di più). Però per quello che mi riguarda il risultato, più che commuovermi, è stato quello di farmi provare frustrazione e fastidio durante buona parte del libro.

Bella la traduzione, che ha saputo rendere bene l’eloquenza ampollosa e demodé con cui il protagonista ci parla.

[Einaudi · 271 pagine · isbn 9788806229900]

Kazuo Ishiguro · Il gigante sepolto

Che storia strana! L’obiettivo del libro è chiaramente quello di affrontare gli aspetti della memoria e dell’oblio, e della loro importanza nell’uomo e nella vita. Tuttavia la storia che Ishiguro ci racconta di «contorno» è davvero curiosa.

Siamo in una Inghilterra medioevale, alcuni anni dopo la morte di re Artù, in una ambientazione un po’ storica e molto di fantasia. In questo mondo una coppia di anziani decide di lasciare il proprio villaggio per andare alla ricerca del loro figlio, che non vedono da molto tempo. Nella loro ricerca accade un po’ di tutto (incontrano anche dei draghi), e nel mentre cercano di capire perché nessuno delle persone che conoscono riescano a ricordare la maggior parte del proprio passato, che è sempre come avvolto in una nebbia.

Come scrivevo sopra la storia sembra quasi un pretesto per affrontare alcuni importanti argomenti riguardanti la vita della persona, ma questo non toglie nulla al piacere della lettura di un libro ben scritto e con delle ambientazioni ben costruite. Il finale poi è una vera «bastardata», ma così birichino che non si può non riderne.

[Einaudi · 313 pagine · isbn 9788806222321]

© Nicola Poluzzi