Colson Whitehead · La ferrovia sotterranea

La Ferrovia Sotterranea (in lingua inglese: Underground Railroad) era una rete informale di itinerari segreti e luoghi sicuri utilizzati dal XIX secolo dagli schiavi afroamericani negli Stati Uniti d’America, per fuggire negli “Stati liberi” e in Canada con l’aiuto degli abolizionisti che erano solidali con la loro causa.

Dalla wikipedia

Se devo essere sincero, non ho ben capito la necessità di «trasformare» in maniera così fantasiosa, come ci viene proposto in questo libro, la natura di questa «ferrovia sotterranea». Se ci si voleva concentrare su altri aspetti, lasciando da parte quelli «tecnici» della fuga di Cora, la protagonista, allora forse sarebbe bastato non parlarne. Se invece lo scopo era quello di aggiungere una sfaccettatura fantasiosa, quasi onirica, alla fuga, ecco che si apre una riflessione sul perché di questa scelta. Forse per aggiungere un aspetto di viaggio, oltre a quello di fuga, a voler simboleggiare la trasformazione, la crescita e l’aspettativa data dall’arrivo (ovvero la libertà)?

Ad ogni modo, nella sua fuga dalla prigionia e dalla schiavitù dei campi di cotone degli Stati Uniti del sud, Cora si ferma in varie «tappe», che le danno modo di raccontarci le diverse modalità con cui gli americani bianchi opprimevano le popolazioni nere. Partendo appunto dallo schiavismo fino ad arrivare ai linciaggi ed alle persecuzioni, passando per altre forme più sottili di oppressione, come ad esempio le campagne di sterilizzazione. In questo viaggio Cora può vedere questi diversi aspetti, e crescere grazie a queste esperienze ed alle persone che ha modo di incontrare.

Per un italiano medio come me, che vive in una società che ha cercato di rimuovere tante cose dalla sua memoria, tra cui appunto lo schiavismo, questa lettura e la ricostruzione di una fuga che l’autore ci propone è un racconto forte ed importante. Sicuramente ho avuto modo di imparare dall’avventura di Cora: una cosa è sentire generalmente parlare della questione dello schiavismo negli Stati Uniti, un’altra è leggere una ricostruzione di come si vivesse in quelle terribili condizioni. Sui livelli di abbrutimento che l’uomo può raggiungere quando opprime i meno fortunati di lui, invece, ormai non mi sorprendo più di niente.

Spero solo che gli aspetti più fantastici del romanzo non spingano qualche lettore a derubricare tutto come una fantasia.

[SUR · 376 pagine · isbn 9788869980879]